Wikipedia, Nonciclopedia e la censura al web. Cosa sta succedendo?

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In questi giorni in rete c’è molta confusione per via di certi avvenimenti che stanno scioccando l’intera comunità virtuale. Mi riferisco al caso Vasco Rossi-Nonciclopedia e al più recente caso-mossa preventiva di Wikipedia che hanno riacceso i riflettori sul concetto di censura sul web, e/o più in generale su quello di privacy online.

Questo blog si è sempre occupato di privacy sul web, dai social network a Google ad un discorso più in generale su come sia negli ultimi anni cambiato l’intero concetto di privacy. Su questo articolo voglio fare come sempre un po’ d’ordine spiegando innanzitutto i fatti, successivamente voglio dirvi come la penso e sarò felice di discutere con voi nei commenti.

Partiamo prima dalla notizia più clamorosa e importante: l’autocensura di Wikipedia.

I fatti – Wikipedia

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Ieri sera 4 Ottobre 2011 gli amministratori di Wikipedia hanno deciso di pubblicare un comunicato sulle pagine del sito oscurando tutti i documenti e mostrando questo comunicato a qualunque utente cerchi di aprire il sito http://it.wikipedia.org

Il comunicato è accessibile al momento da chiunque, vi basta aprire una qualunque voce della versione Italiana di Wiki.
Ecco comunque il permalink:  http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

Il comunicato, come si evince dalla cronologia, è stato scritto da diversi utenti di Wikipedia dal 3 Ottobre ed è volto a sensibilizzare la rete sui cambiamenti legislativi in atto in Italia. Il cosiddetto DDL Intercettazioni che potrebbe andare ad interessare qualunque sito sul web recita infatti:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

In parole povere se su un quotidiano, giornale, blog o periodico online è presente un informazione diffamatoria o non veritiera (a giudizio di chiunque…) allora deve essere rettificata entro 48 ore. Se quindi ad esempio su Wikipedia un utente effettua una modifica ad una voce (come milioni sono le modifiche che vengono eseguite giornalmente sul sito) e un pincopallino qualsiasi decide che sia diffamatoria o non veritiera, Wikipedia ha 48 ore di tempo per correggere la modifica, pena una bella denuncia agli amministratori.

Ecco dunque il perché del comunicato, un sito come Wikipedia con più di 845.000 voci nella sua versione Italiana non potrebbe stare dietro alle potenziali migliaia di richieste.

La mossa di Wikipedia

Alla notizia del comunicato il web si è diviso tra chi è a favore del blocco del sito e chi pensava bastasse un banner che informava tutti della possibile censura.

Personalmente penso che l’idea dei ragazzi di Wikipedia sia stata geniale, bloccando infatti tutto il sito hanno avuto un impatto e una visibilità notevole sia sulla blogosfera sia sui media tradizionali. (oggi diverse radio, giornali e TG ne stanno parlando). Impatto che sicuramente non sarebbe stato lo stesso con un banner sul sito.

L’idea dell’autocensura ha un efficacia incredibile, si è voluto così far capire a tutti cosa significa Wikipedia, qual è il servizio che offre e cosa si rischia con delle leggi contro la libertà d’espressione. Chiunque in queste ore sta provando ad accedere al sito nota infatti il comunicato e non riesce ad accedere al contenuto, si arrabbia e solidarizza con Wikipedia. Sorriso

Voglio comunque precisare che il “blocco” riguarda solo la versione italiana di Wikipedia. Tutte le decine di altre versioni sono attive e perfettamente funzionanti come sempre. http://www.wikipedia.org/

I fatti – Nonciclopedia

La storia di Nonciclopedia rappresenta invece il caso opposto, quel che potrebbe succedere con il nuovo decreto sulle intercettazioni.

La storia parte dal lontano Febbraio 2010 e prosegue sino a pochi giorni fa quando gli amministratori del sito hanno deciso di chiudere i battenti. Qui potete leggere la storia: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio

Proprio come successo a Nonciclopedia, a chiunque potrebbe arrivare una querela per delle informazioni pubblicate online, solo che nel caso passasse il nuovo DDL il sito avrebbe avuto 48 ore per cancellare la pagina, e non quasi due anni di procedure burocratiche. Direte, meglio no?

Non proprio. A volte la stupidaggine delle proprie azioni potrebbe avere conseguenze ben più grandi. Come nel caso in oggetto, chi ci ha fatto le spese è l’immagine di Vasco Rossi che dopo l’eccezionale mobilitazione della rete a favore di Nonciclopedia ha dovuto scusarsi con il sito e ritirare la querela. (Il sito ieri ha riaperto, anche se la pagina incriminata è stata cancellata…)

Riflessioni sulla censura sul web

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Alle parole web, internet, online ho da sempre associato il concetto di libertà d’espressione. Sono uno strumento che in questi anni ha cambiato le nostre vite e ha dato un accesso preferenziale allo sviluppo della società.

Il web è libero e non può bastare una segnalazione per far rimuovere un contenuto, che magari è giusto ma a qualcuno non fa comodo. Se diffamatorio si chiede gentilmente di rimuoverlo e il buonsenso tra gli utenti, come da diversi anni ha ben funzionato, favorirà una chiusura pacifica della vicenda. Non occorrono querele, denunce o atti intimidatori. Internet è la libera espressione delle proprie opinioni.

Proprio perché rappresenta la libertà, internet NON può essere regolato. E non lo dico per pretesto o come un parere politico, sto qui parlando come tecnico ed esperto del web.

Non è infatti possibile rimuovere un contenuto dal web semplicemente. Una volta che una cosa viene pubblicata questa resta sulle memorie di centinaia di server.

Ecco il caso della pagina incriminata da Vasco Rossi, che ad esempio è presente sul famoso archivio online archive.org che raccoglie ogni giorno qualsiasi contenuto si trovi sul web : http://web.archive.org/web/20090302071054/http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Vasco_Rossi

Sullo stesso sito potrete trovare ad esempio anche Wikipedia: http://wayback.archive.org/web/*/http://it.wikipedia.org

E con essi qualsiasi contenuto sia stato rimosso.

Dall’altra parte chiunque può essere anonimo online. (leggi a proposito la mia guida su come navigare anonimi) Se dunque voglio pubblicare un contenuto senza rischiare la censura posso benissimo fingermi qualcun’altro e saltare il blocco.

Insomma è come voler contenere il mare dentro una piscina, non è possibile, non ci sta. E spero i legislatori italiani lo capiranno prima di voler approvare il decreto…Magari facendo una ricerca su Wikipedia…ah no, è chiusa!

E voi cosa ne pensate? Ditelo qui o anche commentando su Facebook.

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L'autore
Sono un curioso appassionato di informatica, nuove tecnologie e Social Media con una laurea in Economia e Marketing e un MSc in Development Economics. I blog sono da anni la mia passione, maggiori informazioni qui. Se ti fa piacere puoi seguirmi su Facebook:
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    sapresti dirmi l’autore dell’immagine? è urgente